Acerno

Situato nel cuore del Parco Regionale dei Monti Picentini, di cui è sede amministrativa, Acerno viene annoverato tra le più importanti stazioni climatiche estive della provincia. Si erge su un’ampia pianura a 740 m. sul livello del mare e il suo comprensorio racchiude uno dei più importanti bacini idrografici della Campania: i due corsi fluviali, l’Ausino e il cosiddetto fiume delle Ferriere forniscono di acqua l’intera area salernitana e parte di quella napoletana. Il paesaggio che circonda l’abitato si snoda tra estesi castagneti, boschi di aceri, faggi, lecci, ontani e tigli. Le origini, non accertate, pare risalgano alla distruzione dell’antica Picentia, conquistata dai romani e rasa al suolo dopo la seconda guerra punica. I superstiti, rifugiatisi tra i Monti Acellica, Polveracchio e Cervialto, diedero vita a un nuovo centro denominato Acerno, dal termine indoeuropeo Aker che designa la pianta dell’acero, di cui la zona è ampiamente ricca.
L'invasione dei Saraceni, la penetrazione dei Longobardi e la conquista dei Normanni non portarono grandi migliorie alle popolazioni del luogo.
Nel Medioevo si ha il rafforzamento e la relativa diffusione del Cristianesimo: sorsero in quel periodo molte chiese e monasteri ad opera sia dei benedettini che dei francescani.
Vennero, poi, gli Angioini, poi gli Aragonesi ed i Borboni.
Con l'unificazione d'Italia si andarono accentuando quei contrasti e quelle contraddizioni accumulatesi nei secoli.
Acerno è noto per aver dato i natali a personaggi illustri, quali Donato Acerno, Angelo Andrea Zottoli, premio nobel italiano, e Sichelmanno che si distinse nell’arte della guerra.
A qualche chilometro dall’abitato si trova la Grotta Strazzatrippa, un complesso carsico di notevole bellezza, comunicante con la sovrastante Grotta degli Angeli. La grotta non è di facile accesso e per visitarla occorre essere accompagnati da speleologi esperti.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore
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Situato nel cuore del Parco Regionale dei Monti Picentini, di cui è sede amministrativa, Acerno viene annoverato tra le più importanti stazioni climatiche estive della provincia. Si erge su un’ampia pianura a 740 m. sul livello del mare e il suo comprensorio racchiude uno dei più importanti bacini idrografici della Campania: i due corsi fluviali, l’Ausino e il cosiddetto fiume delle Ferriere forniscono di acqua l’intera area salernitana e parte di quella napoletana. Il paesaggio che circonda l’abitato si snoda tra estesi castagneti, boschi di aceri, faggi, lecci, ontani e tigli. Le origini, non accertate, pare risalgano alla distruzione dell’antica Picentia, conquistata dai romani e rasa al suolo dopo la seconda guerra punica. I superstiti, rifugiatisi tra i Monti Acellica, Polveracchio e Cervialto, diedero vita a un nuovo centro denominato Acerno, dal termine indoeuropeo Aker che designa la pianta dell’acero, di cui la zona è ampiamente ricca.
L'invasione dei Saraceni, la penetrazione dei Longobardi e la conquista dei Normanni non portarono grandi migliorie alle popolazioni del luogo.
Nel Medioevo si ha il rafforzamento e la relativa diffusione del Cristianesimo: sorsero in quel periodo molte chiese e monasteri ad opera sia dei benedettini che dei francescani.
Vennero, poi, gli Angioini, poi gli Aragonesi ed i Borboni.
Con l'unificazione d'Italia si andarono accentuando quei contrasti e quelle contraddizioni accumulatesi nei secoli.
Acerno è noto per aver dato i natali a personaggi illustri, quali Donato Acerno, Angelo Andrea Zottoli, premio nobel italiano, e Sichelmanno che si distinse nell’arte della guerra.
A qualche chilometro dall’abitato si trova la Grotta Strazzatrippa, un complesso carsico di notevole bellezza, comunicante con la sovrastante Grotta degli Angeli. La grotta non è di facile accesso e per visitarla occorre essere accompagnati da speleologi esperti.

Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore
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